Serie di carrozze UIC-X

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Per chi è interessato al fermodellismo dei modelli italiani ed europei, la carrozza UIC-X è una delle «vecchie conoscenze» più familiari, tanto da poter essere considerate una presenza costante nell’ultimo mezzo secolo per quanto riguarda le ferrovie nostrane. Ancora oggi si possono vedere molte UIC-X nei treni più vecchi, perché furono l’asse portante del rinnovamento in materia di parco vagoni che si ebbe in Italia da metà degli anni ’60.Si distinsero particolarmente per la loro comodità rispetto ai modelli precedenti, che le rendevano adatte soprattutto a tratte di lunga percorrenza. Le UIC-X, prodotte in Italia da un modello tedesco, sono state prodotte in sei serie differenti nell’arco dei vent’anni della loro produzione, diverse tra loro per una serie di dettagli tecnici, arredamento interno e così via. I tratti distintivi delle sei diverse serie riguardano il numero di finestrini (piccoli e grandi), il numero di aeratori sul tetto, il tipo di carrello, la carenatura, le porte, sottocassa e così via.Per quanto riguarda i finestrini, 10 erano quelli usati nella prima classe, 11 per miste e cuccette e 12 per le seconde. I tipi vengono indicati a seconda dell’anno di produzione: Tipo 1964, Tipo 1966-1968, Tipo 1968, Tipo 1970, Tipo 1975, Tipo 1979, Tipo 1982. Nei decenni successivi alla loro produzione queste carrozze hanno attraversato diversi processi di riqualificazione. Il produttore di modellini per fermodellismo più famoso d’Italia, Rivarossi, ha in catalogo ben tredici modelli per le UIC-X italiane, che si differenziano per livrea (ardesia, ardesia con filetto rosso, azzurra sperimentale, rosso fegato ecc.), per la presenza di carenatura e per la classe. Lima ha realizzato due modelli, mentre Arnold negli anni ’90 ha migliorato gli stampi di Rivarossi aggiungendo un cinematismo d’aggancio ma mantenendo alcuni errori nella livrea.