Come rivelare la filigrana nei francobolli

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La filigrana nei francobolli non sempre è immediatamente evidente, eppure si tratta di uno degli elementi distintivi più importanti di ogni esemplare. Ecco quindi che al filatelista si presenta un problema: come rivelare la filigrana di un francobollo senza rovinarlo? La prima cosa che salta alla mente è l’utilizzo dell’acqua.Attenzione, però: se con i francobolli usati è vero che un po’ d’acqua tiepida (mai calda) è in grado di svelare la filigrana dell’esemplare, questa è altamente deleteria per quanto riguarda i francobolli nuovi, perché i collanti a base acquosa vengono ovviamente dissolti (è il motivo, naturalmente, per cui si “lecca” un francobollo prima di incollarlo su una busta).In filatelia, perché un francobollo nuovo abbia valore deve essere munito dell’intera colla di origine intatta (viene così definito francobollo “integro”; altrimenti, ad esempio in caso di mancanza della linguella, il suo valore diminuisce anche del 50-75%. Col tempo si sono affermate diverse tecniche: in particolare, nella filatelia si usa o il benzene o la benzina, in diverse varianti. Basta apporre con un contagocce un paio di gocce sul retro del francobollo per mostrare senza difficoltà la filigrana.Ma questi liquidi sono davvero sicuri? Non tutti sono concordi. Soprattutto, benzina e benzene sono decisamente nocivi, tossici per inalazione e per di più infiammabili; in più il benzene è anche cancerogeno, e sarebbe assolutamente da evitare. Meglio la benzina da accendini. Ancora meno guai con il tricloro di etilene e di etano, anche se esistono in commercio costosi rilevatori elettronici o più economici metodi a rullo d’inchiostro che permettono di rivelare la filigrana senza controindicazioni. Con il rullo d’inchiostro è anche possibile “registrare” la filigrana lasciandone impressa l’immagine su un sacchetto che poi può essere fotografato, per riferimento futuro, senza alterare in alcun modo l’integrità dell’esemplare.