La colla dei francobolli

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Fin dall’introduzione dei valori bollati sono stati studiati diversi sistemi per permettere ai francobolli di aderire alle buste. In gergo, la colla da francobolli è chiamata gomma, e negli esemplari tradizionali viene inumidita per renderli adesivi. Proprio per questo, per staccare un francobollo già timbrato da una busta si usa un apposito bagno di acqua e altre sostanze che elimina la gomma.Nel passato – oggi non si usa più – questi francobolli venivano dotati di una linguella di carta sottile gommata che permetteva loro di aderire comunque alle pagine degli album, ma si tratta di un’abitudine che fa perdere valore ai singoli esemplari.Uno dei falsi più comuni riguarda proprio la “rigommatura” di questi pezzi per farli apparire ancora integri, ma in questo caso di solito è possibile accorgersene confrontando la durezza dei dentelli rispetto ai francobolli normali. Anche un esame con la lampada di Wood è in grado di evidenziare il falso. Fra le gomme che vengono usate nei francobolli, destrine, gomma arabica, colla derivata da gelatina, alcool polivinilico. Il primo francobollo in assoluto con la gomma adesiva fu il Penny Black. Quando la gomma (che può essere lucida, opaca, liscia o codronata) è di origine animale, spesso può causare la nascita di muffe che a lungo andare possono danneggiare il francobollo; mescolare alla gomma arabica un certo quantitativo di glicerina ha permesso in molti casi di combattere questi processi degenerativi. Oggi soprattutto all’estero sono molto diffusi i francobolli autoadesivi, che rappresentano ad esempio la quasi totalità di quelli stampati negli Stati Uniti. In più, alcuni francobolli non hanno la gomma applicata uniformemente nel retro del francobollo, ma seguendo un profilo particolare in modo da aumentare la sicurezza contro le falsificazioni (ad esempio alcuni francobolli tedeschi del 1921 avevano una sorta di “pattern” a linee ondulate, in altri casi si usano le iniziali dello Stato emittente).