La carrozza ristorante

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I viaggi in treno oggi tendono ad essere sempre più rapidi e veloci, con poche ore al più, necessarie per collegare due centri anche molto lontani. In passato però i viaggi in treno potevano durare molti giorni, come testimoniano ancora grandi ferrovie (ad esempio la Transiberiana) e pertanto era necessario garantire ogni comfort ai viaggiatori, costretti in uno spazio angusto per molte ore consecutive.Oggi, anche se la priorità non è più quella di una volta, la carrozza ristorante rimane un “must” per ogni linea ferroviaria che si rispetti. Anzi, con la complicità della “moda” enogastronomica degli ultimi anni, le compagnie ferroviarie sono sempre più in grado, soprattutto nelle linee private, di fornire prelibatezze di ogni tipo per rendere molto più piacevole il viaggio. Al giorno d’oggi le carrozze ristorante compaiono soprattutto nei treni lunga percorrenza, nelle ferrovie con elevato traffico turistico (ad esempio la Ferrovia retica in Svizzera) e nei treni ad alta velocità.Nei convogli bloccati, come l’ETR 500 in Italia, la carrozza ristorante è sempre la quinta, che funge anche da divisorio tra prima e seconda classe. Qui, come in molte carrozze ristorante anche del passato, il vagone è diviso in due parti; da una parte il ristorante con una trentina di coperti, dall’altra cucina, dispensa e bancone da bar con tavolini per la ristorazione in piedi. Le carrozze ristorante oggi possono offrire servizio al tavolo, self service o degustazione. Le carrozze ristorante dei treni Frecciarossa comprendono tavolini e menu con piatti regionali, vegetariani e per bambini, mentre per i viaggiatori business delle tratte no stop tra Milano e Roma viene offerto gratuitamente uno snack in pratici cofanetti di carta; in classe executive i piatti sono addirittura stati pensati da Carlo Cracco. Ultimamente hanno fatto scalpore i pasti (consumati al posto, senza carrozza ristorante) di Italo con le “Italo box”, ispirate allo slow food e firmate da Eataly.