Fotografia – Post-produzione – «Invecchiare» una foto

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Ci sono scorci particolarmente romantici e pittoreschi che si sposano a meraviglia con un’atmosfera romantica e un po’ vecchio stile, con il bianco e nero, in genere con quel sapore vintage che porta con sé ricordi ed emozioni. Gli smartphone e i tablet sono sempre più dotati di strumenti dedicati alla modifica del look delle foto, con speciali filtri in grado di imitare il caratteristico «tocco» di un modello di macchina fotografica del passato (come una Polaroid) o di una pellicola specifica. In rete si trovano addirittura molti siti che offrono servizi di invecchiamento di una ritratto, basati su algoritmi in grado di simulare l’effetto degli anni sul volto di una persona. E sul computer? I programmi di fotoritocco ci danno una grossa mano nel dare la giusta età ad uno scatto che ci è venuto un po’ troppo moderno. Ad esempio, uno dei trucchi più usati è quello di dare una tonalità seppia alle proprie immagini (su Adobe Photoshop si fa scegliendo Tonalità/saturazione dal menu Immagine, impostando i due valori intorno rispettivamente a 40 e 45). Poi si possono sfocare i contorni, creando una selezione con una forma particolare (ad esempio un ellissi o un cerchio, ma va bene anche un rettangolo smussato) e usando gli appositi strumenti di “blur” o sfumatura sui bordi. Molto importanti sono anche le funzioni relative al rumore, al disturbo cioè delle vecchie pellicole che crea la caratteristica grana. Come tocco finale possono essere applicate delle texture che simulino effetti comuni nelle fotografie vecchie, come le linee verticali. È anche possibile ricreare movimento e rilievo della carta, o anche un effetto di carta strappata. Regolando l’esposizione si può scurire l’immagine, e per far sì che questo effetto sia apprezzabile soltanto ai bordi dell’immagine si può creare un’apposita maschera di livello o funzione analoga.