Torino ricorda David Seymour

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Fino al 14 settembre è possibile visitare a Palazzo Reale di Torino una retrospettiva dedicata a David Seymour, uno dei più leggendari fotoreporter del XX secolo, ucciso nel 1956. Lungo il percorso espositivo si sviluppano 127 fotografie in bianco e nero, suddivise in nove sezioni, ognuna delle quali rappresenta una tappa fondamentale della carriera del fotografo. Tutti gli scatti raccontano momenti importanti nella storia del 900 attraverso i volti della gente comune.Il vero nome del fotografo era David Szymin, nato a Varsavia il 20 novembre 1911 da una famiglia benestante di ebrei polacchi. Dopo gli studi in arti grafiche a Lipsia, ha cominciato la sua carriera fotografica a Parigi nel 1933, dove è diventato amico di Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, insieme ai quali divenne poi caporedattore dell’agenzia da loro fondata nel 1947, Magnum Photos, alla quale si aggiunsero poi George Rodger e William Vandivert. L’agenzia Magnum Photos non è una comune scuola di fotografia: i professionisti che ne fanno parte condividono l’importanza dell’integrità morale e il rispetto per l’oggettività e proprio grazie alla collaborazione con la città di Torino è possibile oggi vedere questi straordinari scatti. Seymour è stato ucciso a Suez nel 1956, mentre stava preparando un servizio sul conflitto arabo-israeliano per la rivista generalista statunitense Newsweek. Questa mostra vuole fornire un ritratto sociale critico nei confronti delle violazioni dei diritti umani, ritraendo le ferite dei grandi eventi di guerra del secolo scorso, dalla guerra civile spagnola, alle conseguenze della II guerra mondiale, alla nascita dello stato d’Israele. La stessa Unicef commissionò al fotografo alcuni scatti che raccontassero i danni causati nei bambini dopo la guerra mondiale nel 1948. E sono proprio i bambini uno dei principali protagonisti di queste fotografie cariche di sentimenti e spontaneità, uniche nel loro genere e profondamente commuoventi.