La storia della Honda

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Non ci sono altri marchi al mondo con una produzione annua di motociclette superiore a quella della Honda, che conta ben 14 milioni di esemplari in uscita dai suoi stabilimenti nell’arco dei dodici mesi. Ma questo primato forse non fa impressione quanto sapere che è detenuto da quarant’anni, senza mai essere passati al secondo posto. La storia della Honda comincia nel 1937, quando Soichiro Honda, figlio di un meccanico di biciclette e grande appassionato di corse in auto, fondò una piccola azienda produttrice di pistoni, la Tokai Seiki ,che in breve tempo divenne fornitrice della Toyota, ampliandosi molto in fretta. Ma fu dopo la seconda guerra mondiale che Soichiro, quarantaduenne, ebbe l’intenzione geniale che cambia la storia del motociclismo. La Tokai Seiki (di cui tra l’altro Honda era diventato, da presidente, direttore dopo che Toyota aveva acquistato il 40% delle quote dell’azienda) era stata quasi del tutto distrutta da un bombardamento; Honda vendette anche quello che rimaneva alla Toyota e usò tutti i suoi risparmi per fondare l’Honda Technical Research Institute, con una forza lavoro di dodici uomini in uno studio di sedici metri quadrati. Lì cominciò a produrre e a vendere motociclette con impatto economico limitato, dopo aver acquistato a prezzo di saldo una partita di 500 gruppi elettrogeni ormai in disuso, usati per alimentare delle ricetrasmittenti militari, e smontò i piccoli motori a scoppio per applicarli alle biciclette. Questo divenne in breve tempo il modello ideale per il Giappone uscito in condizioni disastrose dalla guerra. Grazie a questi proventi la Honda poté cominciare a produrre la sua prima moto, con quella che ormai si chiamava Honda Motor Company, la “Dream Type A”; da lì in poi, il genio creativo di Soichiro Honda, unito all’acume finanziario e commerciale di Takeo Fujisawa, portò l’azienda al vertice mondiale.