La serie Siracusana

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La “Siracusana”, o “Italia turrita”, è una delle più celebri della filatelia italiana. Quasi tutti, prima o poi, abbiamo visto un francobollo con sopra la testa dell’Italia turrita, personificazione o allegoria dell’Italia ispirata alle rappresentazioni di Cibele dell’antica Roma. La serie venne emessa dagli anni Cinquanta fino agli anni Settanta (quasi trent’anni, record che fa della “Siracusana” una delle serie più longeve italiane) e l’immagine è stata realizzata dal pittore e decoratore Vittorio Grassi. Il particolare affetto di cui ancora oggi è circondata la siracusana deriva da molti fattori, tra cui la riconoscibilità immediata, le dimensioni molto ridotte (solo 17×21 mm), la comodità dovuta dall’essere monocromatica, e cioè con un solo colore diverso per ogni valore. La serie precedente, l’altrettanto celebre “Italia al lavoro”, era infatti di grande formato, e ormai gli italiani si erano abituati a quei grandi rettangoli per le loro lettere: vedere francobolli così piccoli, all’epoca, fece molto scalpore. La “Siracusana” si ispirava infatti alla “Democratica”, la prima serie della Repubblica italiana. Il suo nome deriva dal modello che usò Grassi per l’immagine, un’antica moneta proveniente da Siracusa. I valori della Siracusana con filigrana a Ruota alata sono le 5, 10, 12, 13, 20, 25, 35, 60 e 80 lire. La Siracusana con filigrana a Ruota alata e grande formato sono da 100 e 200 lire (in particolare è rarissimo il francobollo da 100 lire del 1955 con dentellatura 13.30 x 12.20). La Siracusana “grande formato” in filigrana Stelle ebbe valori da 100 e 200 lire, mentre quella piccolo formato su carta fluorescente ebbe valori da 1, 5, 6, 10, 15, 20, 25, 30, 40, 50, 55, 60, 70, 80, 90, 100, 120, 125, 130, 150, 170, 180, 200, 300 e 400 lire (con molti falsi registrati).