La salvia

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Una pianta aromatica dai moltissimi usi, sia in cucina che per le proprietà salutari, è la salvia, arbusto sempreverde che fa la parte del leone in un numero notevolissimo di ricette grazie al suo straordinario e intenso aroma. La salvia usata in cucina è la salvia officinalis o salvia comune, ma esistono molto specie che appartengono al genere Salvia. La salvia comune è perenne e non supera il metro di altezza; presenta foglie semplici e feltrose al tatto, di colore verde-grigio. Si trova facilmente anche allo stato spontaneo in Italia e infatti è originaria del bacino del Mediterraneo. Da sempre la salvia è usata per aromatizzare, ad esempio la carne ma anche la pasta; alzi la mano chi non ha mai assaggiato uno dei più comuni condimenti per tortelloni, ravioli e agnolotti, cioè “burro e salvia”. Le foglie di salvia più grandi possono anche essere fritte e usate nelle zuppe, ma è bene non eccedere con le dosi; oltre ai principi attivi benefici, la salvia presenta anche il tujone, un chetone complesso che ad alte dosi può risultare tossico; per questo non viene mai usata come insalata. Per quanto riguarda le proprietà officinali, la salvia (come dimostra la sua etimologia: il nome infatti deriva dal termine “salus”, salute e salvezza per i latini) è antisettica, digestiva e calmante. Inoltre ha proprietà amaro-toniche, diuretiche, balsamiche, emmenagoghe, spasmolitiche, coleretiche, ipoglicemiche, estrogeniche e trofiche per il surrene. Coltivare la salvia è semplicissimo: si tratta di una pianta rustica che deve stare esposta al sole e teme solo gli inverni lunghi e freddi. Dopo 4-5 anni è bene sostituirla perché ha la tendenza a degenerare. Abituata a climi secchi, la salvia non deve essere annaffiata troppo, e assolutamente sono da evitare i ristagni idrici che possono farla marcire. Inoltre non tollerano troppo l’eccessiva umidità.