Johann Sebastian Bach

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Nella storia della musica classica si fa coincidere con Johann Sebastian Bach l’inizio del suo sviluppo, quando cioè nel XIX secolo si tentò un sorta di “canonizzazione” del genere. Discendente da una vecchia famiglia di musicisti, fu un compositore, organista, clavicembalista e maestro di cappella tedesco appartenente al periodo barocco, di fede luterana e universalmente considerato uno dei più grandi geni nella musica mondiale.La storia ha voluto che la popolarità di Bach scoppiasse solo post mortem: era considerato già fuori moda negli ultimi anni della sua vita e venne presto dimenticato. Nonostante avesse acquisito la fama di massimo organista dell’epoca, venne definito dai contemporanei “all’antica” per il suo stile legato alla tradizione polifonica del Rinascimento. La sua musica veniva studiata solo per l’interesse teorico e formale da pochi istruiti. Anni dopo invece, dal 1829, cominciò la sua riscoperta, grazie al compositore tedesco Felix Mendelssohn che diresse a Berlino un’esecuzione della “Passione secondo Matteo” (una composizione di musica sacra per voci soliste, doppio coro e doppia orchestra, la più vasta che Bach abbia scritto), un’opera in cui si manifesta la profonda religiosità del compositore. Da allora la sua musica trovò una nuova collocazione nel contesto delle nuove tendenze del Romanticismo e venne eseguita nelle sale da concerto. Da questo interesse nacque la volontà di compositori come Robert Schumann a costituire nel 1850 la Società Bach, allo scopo sia di favorire l’esecuzione delle sue musiche, sia di pubblicarne l’intera opera.Il fatto che non divenne subito molto popolare presso i contemporanei è dovuto in parte alla complessità delle sue opere, caratterizzate da un livello strutturale difficilmente riproducibile se non da musicisti altamente dotati. Infatti, le partiture sono estremamente dettagliate, influenzate dall’interesse di Bach per il contrappunto. Bach riuscì ad armonizzare gli stili tedesco e italiano che influirono sul suo modo di scrivere musica, riuscendo a cogliere e utilizzare ogni risorsa del linguaggio musicale disponibile nell’epoca in cui visse.