Il fiorino

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Il fiorino è stata una delle monete d’oro più celebri del Medioevo ed è legata indissolubilmente alla città di Firenze. Coniata per la prima volta nel tredicesimo secolo, nei secoli successivi si diffuse come moneta di scambio preferita in Europa. L’oro puro, a 24 carati, necessario per il conio dei fiorini – così chiamati per l’immagine del giglio, simbolo della città di Firenze, sul dritto della moneta – venne procurato dalla ripresa dei commerci con il Nordafrica. Il fiorino era una moneta assai preziosa proprio in virtù del pregiatissimo materiale con cui veniva coniata, e pertanto aveva un potere d’acquisto molto alto; per questo veniva divisa in sottomultipli di minor valore, come il fiorino d’argento (la cui valutazione mutò col tempo, passando dal ventesimo di fiorino d’oro degli esordi alla sua centocinquantesima parte) o il fiorino di rame, ancora meno pregiato, secondo uno schema che ricordava quello lira-soldo-denaro della monetazione carolingia. Il fiorino di rame venne chiamato anche “fiorino nero” per la colorazione che tendeva ad assumere col tempo, mentre il grosso o popolino (del valore di 1/10 di fiorino d’oro) era coniato con argento di 958 e 2/3 su 1000, che divenne poi lo standard per monete e lavori generici d’argenteria. Il fiorino rimase in vigore per molti anni, tanto da essere battuto ancora al tempo di Leopoldo II di Lorena, dopo il Congresso di Vienna. La moneta si era diffusa in tutta Italia (Lucca, Milano, Stato pontificio, ducato di Savoia) e in Europa, a partire dalle zecche di Polonia, d’Ungheria (dove ancora oggi è la valuta locale) e soprattutto in Germania centro-meridionale: Francoforte, Baden-Wurttemberg, Baviera, Austria, Province Unite, dove rimase moneta ufficiale fino all’unità tedesca nel 1870. Il fiorino è stato anche la moneta ufficiale olandese fino all’introduzione dell’euro nel 2002.