Il collezionismo di scatole di fiammiferi

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Il collezionismo di scatole di fiammiferi ha un nome: fillumenistica. Si tratta dell’hobby di collezionare tutto ciò che riguardi i fiammiferi, che per la maggior parte delle persone sono storia, sostituiti da decenni dagli accendini. Per alcuni, invece, rappresentano un tesoro prezioso.
Primi esemplari di scatole di fiammiferi, seppure in una forma molto diversa Da quelli moderni, risalgono già ai primi decenni dell’800, ma è sul finire del ‘900 che irrompe la mania dei collezionisti di scatole di fiammiferi. 

Il collezionismo di fiammiferi non è molto diverso da quello dei francobolli: su ogni scatola ci sono immagini che richiamano a tradizioni e luoghi diversi nel mondo. Nei primi decenni del ‘900 c’erano quelli da borsetta per le signore, negli anni delle guerre mondiali le scatole veicolavano messaggi politici e propagandistici, verso la fine del secolo scorso sono state realizzate confezioni speciali ideate per i Mondiali di calcio e più in generale è possibile trovare scatole di fiammiferi con immagini evocative dedicate alle città d’arte o alle automobili d’epoca.

fiammiferi svedesi sono quelli che comunemente conoscono tutti, chiamati così perchè opera di uno svedese, G. E. Pasch, nel 1844 che per primo utilizzò il fosforo (prima quello bianco, che era tossico, poi quello rosso) sulla striscia ruvida dell’accensione a lato della scatolina. Hanno dato il via ai fiammiferi come li conosciamo e ancora oggi vengono chiamati in questo modo.
Ad aver riprodotto i più bei fiammiferi personalizzati sono stati i cecoslovacchi, i russi, i giapponesi, i cinesi e anche gli americani. Sono stati pubblicati libri, organizzate mostre e nei mercatini ancora si trovano delle versioni del secolo scorso. Tra i più ricercati dai collezionisti, ci sono i fiammiferi della serie di confezioni ispirata alla storia di Giuseppe Garibaldi realizzati tra il 1880 e il 1905.