Cura e usi della lavanda

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Tra gli arbusti più profumati e decorativi c’è sicuramente la lavanda, i cui fiori di colore azzurro-lilla e l’inebriante profumo sono il sinonimo della campagna provenzale. La lavanda non è soltanto una pianta ideale per decorare giardini, aiuole, balconi e terrazzi, ma ha anche importanti proprietà che possono tornare molto utili per chi la coltiva. Anche nel caso della lavanda la coltivazione può iniziare dei semi (nel qual caso il momento migliore per la semina è l’autunno, se la zona in cui ci si trova non è troppo fredda, altrimenti l’inizio della primavera) o dalla talea. La lavanda può crescere sia direttamente nel terreno che in un vaso di dimensioni abbastanza grandi, visto che richiede non poco spazio; quando necessario, in primavera bisogna infatti provvedere al rinvaso con un vaso più grande. La lavanda ha anche bisogno di molta luce ma non troppa acqua (e d’altronde, il sole del “Midi” francese, con le sue scarse piogge, è l’habitat ideale). Niente paura se non si vedranno subito splendide fioriture come quelle dell’abbazia di Senanque: bisogna infatti attendere circa 3 anni perché la lavanda sia al massimo del suo splendore. Questa pianta va potata ogni anno, dopo la fioritura.Tra le proprietà delle lavanda, primeggia sicuramente la possibilità di ricavare da essa un olio essenziale che combatte l’ansia, l’insonnia, l’influenza, il raffreddore e la tosse grazie alle sue proprietà analgesiche, antibiotiche e antisettiche. È molto utile anche per alleviare i dolori muscolari e stimola la diuresi. Uno degli usi più comuni in casa per la lavanda è quello che prevede l’impiego dei suoi fiori, debitamente essiccati al sole, per realizzare piccoli sacchettini profumati con cui dare “aria nuova” ad armadi e cassetti. Con i fiori si possono realizzare anche deliziose saponette profumate.