Fotografia – Robert Capa

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Probabilmente non tutti se ne rendono conto, ma il più grande fotografo di guerra della storia, l´ungherese Robert Capa, ha segnato indelebilmente il nostro immaginario con le sue incredibili istantanee in grado di raccontare il conflitto più di decine di documentari di molte ore. Come non ricordare, al di là delle mai sopite accuse di falso, l´incredibile drammaticità di “The falling soldier”, il soldato della guerra civile spagnola immortalato nel preciso istante in cui viene colpito da un cecchino; le immagini iconiche dello sbarco in Normandia, “The magnificent eleven”, prese sotto il fuoco nemico a Omaha Beach e ispirazione dietro al “Salvate il soldato Ryan” di Spielberg; o ancora, per gli italiani, la celebre fotografia scattata a Sperlinga, con il vecchio contadino che con il suo bastone indica la strada al soldato alleato. Robert Capa, il cui vero nome era Endre Ernő Friedmann, nei suoi soli quarantun anni di vita ha cambiato più di ogni altro il concetto di fotoreporter di guerra; la grandissima forza “narrativa” delle immagini deriva forse dalla sua prima ambizione, quella di diventare uno scrittore. Ebreo ungherese, fu costretto a lasciare la terra natia in giovane età per proteste contro il governo di estrema destra e, riparato a Berlino, dovette fuggire in Spagna e in Francia per l´avvento del nazismo, fondando subito dopo la guerra l´agenzia fotografia Magnum Photos, una delle più prestigiose del mondo. Ma è soprattutto la seconda guerra mondiale il teatro delle sue opere maggiori, insieme alla guerra civile spagnola; seguì ad esempio come un vero soldato l´operazione Husky in Sicilia, facendosi paracadutare di notte e scattando senza posa le foto della battaglia di Troina, fino a quando il generale Theodore Roosevelt Jr., figlio del vecchio presidente degli Stati Uniti, gli comunicò che era stato assunto da Life. Portando con sé tutta la sfiducia e l´amarezza verso la guerra, vissuta in prima persona.