Trovare la luce giusta

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Troppo chiare o troppo scure, le fotografie con la luce sbagliata sono soprattutto un’occasione persa. Magari il taglio è perfetto, la messa fuoco corretta, il soggetto è catturato nell’istante giusto… ma è sufficiente che non si sia fatta sufficiente attenzione alla luce per rovinare l’immagine.È difficile definire quale possa essere la luce «giusta», perché naturalmente varia da scatto a scatto, a seconda del contesto e del peso comunicativo che si vuole dare alla fotografia. La luce ha fondamentalmente tra caratteristiche: la direzione, la dimensione e il colore. La direzione indica il punto da dove arriva la luce, e può essere frontale (dietro al fotografo), posteriore (davanti al fotografo) o laterale: ricordate che il punot di vista è quello del soggetto. Di solito si cerca di avere luce frontale, ma non sempre è così: la luce frontale elimina le ombre, quindi non è indicata, ad esempio, per un primo piano che voglia avere effetti di tridimensionalità. La luce posteriore, invece, serve per dare particolare importanza allo sfondo dietro al soggetto, mentre la luce laterale è la migliore per giocare con le ombre. Più l’angolazione è ampia, più l’effetto è forte.Per quanto riguarda la dimensione, si valuta il volume relativo della fonte di luce rispetto al soggetto: più è ampio, più le ombre sono chiare e poco definite, fino a scomparire del tutto. Meglio quindi fare ricorso a luci non troppo forti e intense per conferire drammaticità a un ritratto.Infine c’è da tenere in considerazione il colore della luce, legato al problema del bilanciamento del bianco. Bisogna infatti ricordare una cosa fondamentale, che la luce ha sempre un colore che viene correttamente interpretato dal nostro cervello e dai nostri occhi, ma lo stesso non vale per la macchina fotografica: è necessario quindi capire l’effetto cromatico della luce, soprattutto in determinate ore del giorno (come l’alba o il tramonto), per ottenere risultati davvero memorabili.