Rock and roll in musica

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Il rock and roll è un genere musicale nato negli Stati Uniti tra la fine degli anni ‘40 e l’inizio degli anni ’50. Nei primi anni di questa musica, gli strumenti principali erano il pianoforte ed il sassofono ma, nel corso del tempo, questi vennero progressivamente sostituiti dalle chitarre elettriche. Il ritmo si basa sul boogie-woogie, uno stile derivato dal blues, con un forte accento sul secondo e quarto tempo in 4/4 (backbeat), quest’ultimo quasi sempre fornito da un rullante (un tamburo). Una band rock and roll era costituita da una voce, seguita spesso da un coro, un basso e una batteria. Il primo ad utilizzare questa definizione fu il dj Alan Freed, il quale inaugurò nel 1952 lo show radiofonico “Moondog Rock’n Roll Party”. Seguono una serie di esperimenti musicali con lo scopo di far conoscere il genere al pubblico bianco: nel 1951 esce la cover di “Rocket 88” di Bill Haley, su insistenza di David Miller, proprietario della piccola etichetta Holiday. Seguiranno “Rock The Joint” nel 1952 e “Crazy Man Crazy” nel 1953: mentre uscivano questi pezzi pioneristici, Elvis Presley registrava demo negli studi “Sun” di Memphis e si fece così notare da Sam Phillips, il produttore e proprietario degli studi Sun Records che aveva dichiarato che se avesse trovato un bianco in grado di cantare il rock’n’roll come un nero sarebbe diventato ricco. E così accadde.Con Elvis Presley infatti si può cominciare a parlare di rock and roll come fenomeno di massa: con il celeberrimo cantante,  il pubblico bianco viene infatti a conoscenza di un genere nato per un target di colore e approdato poi nel mercato internazionale. Il rock and roll di Elvis venne definito “rockabilly”, ad indicare un tipo di rock and roll rivolto ai bianchi.Il declino di questo genere comincia a partire dagli anni ’60 ma oggi si assiste ad un nuovo interesse nei confronti di questo genere e lo dimostrano i numerosi club che nelle grandi città organizzano serate dedicate a questo genere musicale.