Quando potare le piante

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La potatura è un’operazione praticata dall’uomo alla pianta per modificarne il modo naturale di vegetare e fruttificare; di solito si fa sulle piante arboree e ornamentali, per evitare una ramificazione troppo estesa che può danneggiarne il benessere (ad esempio i polloni e i succhioni, che assorbono linfa senza dare frutto). Non esiste un modo universale di potare, e l’operazione varia da pianta a pianta, sia in quanto a tecniche che a periodo. L’obiettivo della potatura è dare una forma idonea all’utilizzo ottimale della luce, accelerarne lo sviluppo, aumentare il numero e la qualità dei frutti e così via. Di solito, la potatura coincide con la fase di riposo vegetativo della pianta, quindi dall’autunno, dopo la caduta delle foglie, all’inizio della primavera, appena prima che sboccino nuovi germogli, eccezion fatta per gli interventi “straordinari” di manutenzione durante l’anno. Per esempio, il pesco e la vita sono di solito soggetti a una “potatura verde” in primavera e in estate per eliminare la vegetazione superflua. Fanno poi eccezione piante come Cercis o Cornus che fioriscono a inizio primavera e che vanno potate subito dopo la fioritura. Potando le piante nel riposo vegetativo queste perderanno poca linfa e avranno inoltre più tempo. Da sempre, per la potatura si segue il ciclo della luna; la potatura deve avvenire in fase di luna calante, per ottenere i migliori risultati relativamente alla fruttificazione. Da valutare, inoltre, la differenza tra specie che danno i fiori e i frutti sui rami dell’anno precedente e quelle che invece li producono sui rami dello stesso anno; nel primo caso si interviene soprattutto per eliminare i rami improduttivi a fioritura avvenuta o completata, mentre nello stesso caso bisogna di norma intervenire prima per eliminare i rami vecchi o spezzati e poi accorciando quelli dell’anno precedente (appunto la “potatura verde”).