Piscina interrata o fuori terra?

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Quando si ha la possibilità economica, lo spazio esterno e il tempo necessario da dedicare per una bella piscina, la prima scelta che di solito s’impone è quella tra la piscina interrata e quella fuori terra. Entrambi gli approcci hanno i loro pro e contro, oltre a differenze significative in termini di costo e di manutenzione.In poche parole, la piscina fuori terra è adatta per chi vuole avere a disposizione una vasca durante l’estate ma intende rimuoverla a fine stagione, per poi utilizzarla l’anno successivo. È una scelta popolare soprattutto per seconde case, visto che la manutenzione di una piscina non va assolutamente sottovalutata per evitare di doversi impegnare in lavori molto complessi ogni anno, all’inizio della stagione. La piscina fuori terra costa sicuramente meno ed è acquistabile anche presso le grandi catene di distribuzione. Possono essere morbide o rigide: il primo tipo è il più semplice da installare (con fondo in PVC e poliestere e struttura esterna resistente ad abrasioni e agenti atmosferici), mentre quelle rigide di solito hanno una struttura portante in acciaio protetta da vernice in resina. Con la piscina interrata il discorso è molto più complesso, visto che si tratta di vasche scavate direttamente nel terreno; per questo è necessario realizzare prima di tutto lo scavo, poi la soletta di calcestruzzo e su questa adagiare la struttura della piscina, prevalentemente in acciaio. Bisogna ricordare naturalmente che se si opta per questa soluzione sarà prima necessario rivolgersi al Comune di competenza per richiedere il titolo abitativo opportuno (Dia, Scia o CIl, Denuncia di inizio attività, Segnalazione certificata di inizio attività o Comunicazione di inizio lavori, a seconda). Inoltre, rispetto alle piscine fuori terra – che di norma si limitano a ovali, cerchi e rettangoli – le forme della piscina interrata possono essere molto più varie.