L’importanza di un approccio innovativo alla contabilità aziendale

444

Controllo e analisi dei dati contabili e finanziari rappresentano un momento di svolta per il successo o la crisi delle aziende e, soprattutto, l’elemento fondamentale per la corretta pianificazione strategica

Le vecchie logiche di gestione finanziaria e contabile normalmente adottate dalle aziende, rischiano di mettere a serio rischio il futuro delle imprese. Evoluzione normativa, progressiva crescita della concorrenza, naturale saturazione del mercato di riferimento potrebbero rappresentare elementi critici in grado di favorire il declino piuttosto che la sostenibilità economia e finanziaria nel medio-lungo termine.

Per fortuna le imprese, anche di piccole dimensioni, iniziano a comprendere l’importanza di dedicare tempo, risorse e investimenti, alle attività di analisi dell’enorme mole di dati che, a vario titolo, interessano ogni settore. Sempre più spesso in azienda transitano informazioni che, almeno a prima vista, potrebbero sembrare di scarsa rilevanza. Fino a non troppo tempo fa venivano sistematicamente ignorati dati che, se correttamente confrontati, avrebbero potuto dare importanti indicazioni circa la reale situazione in cui versava l’azienda.

Oggi anche realtà di piccole e medie dimensioni, che non dispongono al proprio interno di risorse specializzate in analisi e controllo di gestione, sentono il bisogno di valutare, costantemente, indicatori e variabili che possono, anche in corso d’anno, dare indicazioni precise sull’evoluzione della crescita aziendale. Non parliamo ovviamente dei classici indicatori né tantomeno delle classiche valutazioni che, anche se a livelli poco qualificanti, venivano adottati dalle aziende. Non parliamo né dei budget commerciali né nei banali piani di fatturazione; l’obiettivo delle aziende non è oggi da rintracciarsi unicamente in una valutazione, spicciola, dei dati che una gestione contingente dell’impresa può generare.

Parliamo piuttosto delle attività rientranti tra quelle normalmente riferibili a contabilità analitica e controllo di gestione che possono determinare il successo o l’insuccesso di un’azienda.

Tuttavia, perché un’azienda possa tenere sempre sotto controllo, anche tramite report periodici (e al limite costantemente aggiornati) i principali indicatori di “salute” dell’impresa, è necessario disporre di risorse umane dedicate esclusivamente a questo tipo di attività e, soprattutto, in possesso di competenze qualificate in materia di pianificazione strategica oltre che ovviamente in materia di contabilità.

A dispetto di quanto potrebbe ipotizzarsi, infatti, un’azienda che intendesse sottoporre a monitoraggio i dati economici e finanziari della gestione, non dovrà concentrarsi esclusivamente sull’analisi contabile delle informazioni. Perché il management possa disporre di un patrimonio informativo solido e “consistente”, con ogni probabilità questo tipo di valutazioni dovrebbero essere demandate a risorse qualificate che, oltre a disporre di competenze in materia contabile, dovrebbero essere in grado di interpretare le informazioni e contribuire alla definizione delle linee strategiche dell’azienda.

Linee strategiche la cui complessità aumenta sensibilmente nel caso di aziende “diversificate”, impegnate su più fronti, che intendano monitorare, nel dettaglio, ogni centro di costo, ogni linea di produzione. Non sono certo rari i casi in cui, soltanto dopo che sia stato condotto un controllo di gestione puntuale, le imprese si rendano conto, per esempio, che sarebbe il caso di disinvestire in determinati settori. Le cronache finanziarie sono piene di casi in cui le imprese, soltanto dopo l’attenta valutazione anche dei più banali indicatori, comprendono quanto, per determinate aree o specifici settori, i margini siano talmente risicati da non giustificare l’investimento.