Le collezioni di classe aperta

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In filatelia con «collezioni di classe aperta» si indicano quelle collezioni “miste” dove al materiale filatelico comunemente inteso si affianchino altri oggetti, in grado di dare una visione d’insieme della storia postale presa in esame più completa ed esaustiva. Gli oggetti in questione (che possono essere delle tipologie più varie: dalle schede telefoniche ai ritagli di giornale, dalle cartoline alle figurine, dalle foto a qualsiasi cosa che, bene o male, si possa incollare su un foglio) non devono però essere pari o superiori al 50% della collezione. Di solito il tema e la modalità di svolgimento di una collezione aperta sono liberi. Le collezioni aperte consentono quindi alcuni dei ritratti più affascinanti di un pezzo di storia filatelica e non solo, legata anche al costume, agli usi, alla storia propriamente detta. Non sono mancati però gli oppositori di questo tipo di collezione, che rischia di essere troppo dispersiva e di non avere sufficiente rigore scientifico nella sua realizzazione in relazione a uno scopo soprattutto divulgativo.Le collezioni di classe aperta sono, in un certo senso, l’applicazione in senso filatelico della “storia delle idee”: non più una semplice disciplina (che si parli di letteratura, di filosofia, di storia, di geografia, di tecnica e di scienza), ma un modello “misto” dove diverse nozioni entrino in dialogo per offrire una rappresentazione profonda e quanto più possibile precisa di un determinato fenomeno e momento storico. In altri termini, una collezione di classe aperta è una sorta di estensione della filatelia tematica, che si apre a un’analisi a trecentosessanta gradi del tema scelto includendo anche oggetti che in una normale collezione filatelica non troverebbero posto. Esistono oggi comunque delle regole e delle linee guida piuttosto precise per sviluppare una collezione di classe aperta che possa essere allo stesso tempo istruttiva e rigorosa.