Lavorare il fimo per la bigiotteria in miniatura

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La pasta conosciuta con il nome commerciale di “Fimo” è una delle più conosciute e utilizzate per creare bigiotteria in miniatura, per la sua malleabilità e facilità d’uso. Si tratta di una pasta sintetica e termoindurente, capace cioè di solidificarsi con il calore, tramite cottura, e viene venduto in panetti colorati a tinta unita. Ultimamente si possono trovare in vendita anche colorazioni molto particolare, come quelle fluorescenti o metalliche; un po’ come per altre paste modellabili, ci si può basare sullo schema dei colori primari e secondari per creare nuove tinte partendo da quelle a disposizione e mischiandole tra di loro. Di solito il fimo si modella con le mani, anche se possono essere adoperati strumenti come coltelli o spatole per essere più precisi. Per lavorare il fimo è bene mettersi sopra una tovaglia di plastica o un tagliere, munendosi, soprattutto se si è alle prima armi, di guanti di plastica: questi infatti impediscono che sul prodotto finito rimangano le impronte dei polpastrelli, difficili da vedersi alle volte ma immediatamente visibili dopo la cottura e verniciatura. La temperatura di cottura del fimo va dai cento ai 120-130 gradi, per un tempo tra il quarto d’ora e la mezz’ora, a seconda di quanto è grande l’oggetto. Per cuocere il fimo bisogna sistemarlo sopra una teglia rivestita di carta forno, ma sarebbe molto meglio avere un fornetto dedicato, di quelli piccoli ed elettrici, rispetto al forno di casa. Il fimo infatti emette vapori tossici se si brucia, che potrebbero rendere poco igienico l’uso del forno successivamente, e ancora meno indicato è il forno a microonde. Una volta cotto l’oggetto in fimo può essere lavato e lucidato con l’apposita vernice, oppure con una miscela 50-50 di colla vinilica e acqua da spennellare sul gioiello.