La V-2

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919 0 MODELLISMO   Vettori spaziali   Missili. La V 2

Il missile V2 (detto anche “la V2” dal suo significato in tedesco, acronimo per “arma di rappresaglia 2”, Vergeltungswaffe, ideato da Joseph Goebbels con finalità di propaganda) fu il frutto degli studi e degli esperimenti dell’ingegnere e scienziato Wernher Von Braun durante il suo periodo passato nell’esercito nazista. Il missile, il cui vero nome era A-4, entrò in servizio nell’ultimo anno di guerra. Pesava tredici tonnellate e mezzo, era alto quattordici metri e aveva un diametro di 1,65 metri; aveva una gittata di 320-360 chilometri e raggiungeva una velocità massima di 5200 chilometri all’ora. L’esplosivo di cui era carico era costituito da tritolo e nitrato d’ammonio per un totale di ottocento chili. Particolarmente ingegnoso il sistema di propulsione, che era alimentato da una miscela di alcool etilico estratto dalle patate e perossido di idrogeno, acqua ossigenata. Sviluppato nella solitaria base di Peenemünde, sull’isola di Usedom, il missile A-4 veniva costruito in condizioni terribili dai prigionieri dei campi di concentramento e delle grandi fabbriche sotterranee. Il vero pericolo della V-2 non era però rappresentato dal suo carico di esplosivo, tutto sommato limitato, ma dalla possibilità di fungere da vettore per una bomba a fissione nucleare, eventualità che gli Alleati vollero scongiurare in ogni modo: la guerra comunque finì prima che gli scienziati tedeschi potessero costruire la bomba atomica, che secondo il governo del Reich era irrealizzabile a breve. Dopo la guerra, sia americani che russi poterono usare le V-2 per i loro scopi, sviluppando un’intensa industria missilistica e aerospaziale proprio a partire dai piani di Von Braun; addirittura gli USA naturalizzarono lo scienziato nell’ambito dell’operazione Paperclip. Sia l’Explorer 1, il primo satellite statunitense, che il missile R-7 che portò Jurij Gagarin nello spazio nel 1961.