La storia della meridiana

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La storia dell´orologio è più lunga di quanto non si pensi, soprattutto se consideriamo come «orologio» qualsiasi strumento atto alla misurazione del tempo, e non solo l´insieme complesso di ingranaggi e lancette a cui oggi siamo abituati (o, meglio, eravamo, prima che orologi digitali e smartphone non rappresentassero un altro salto verso un nuovo paradigma).La meridiana, in particolare, è uno dei primi esempi della volontà dell´uomo di misurare il tempo, seguendo un atteggiamento che dal Neolitico portò a suddividere la giornata in parti uguale per meglio organizzare il lavoro, il raccolto, gli orari della caccia, del sonno o dei pasti. Il suo funzionamento è semplicissimo e si basa sull’ombra proiettata da un qualsiasi oggetto di una certa altezza o lunghezza, e probabilmente fu proprio osservando lo spostamento di questa, parallelo a quello del sole, che in tempi preistorici si cominciò a usare un apposito indicatore (chiamato poi «gnomone») per misurare lo scorrere del tempo.In Egitto addirittura gli obelischi potevano fungere da gnomoni per meridiane colossali: l´idea venne seguita anche da anche Ottaviano Augusto che fece costruire un quadrante solare orizzontale in Campo Marzio. La prima meridiana «moderna», cioè emisferica, è quella descritta da un astronomo caldeo del terzo secolo avanti Cristo, Berossus.La meridiana in senso proprio è solo l´indicatore che segna il passaggio di mezzogiorno quando l´ombra lo attraversa, altrimenti si parla più correttamente di orologio solare o sciotere. Greci e Romani fecero largo uso delle meridiane, che andarono poi via via complicandosi e diventando più elaborate con il passare dei secoli: alle meridiane fisse cominciarono inoltre ad essere affiancate le meridiane portatili. Particolarmente suggestive sono le meridiane a camera oscura, dove un raggio di sole penetra attraverso un buco appositamente realizzato per segnalare l´ora o il passaggio del mezzogiorno su una linea tracciata nel pavimento, come nella basilica di San Petronio a Bologna.