La sterlina

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La sterlina britannica (detta anche lira sterlina o sterlina inglese, per quanto quest’ultima denominazione, a rigore, non sia corretta) è la valuta del Regno Unito, e il suo nome deriva da “libbra di argento sterling”, un argento particolarmente puro composto dal 92,5% da argento e dal 7,5% di rame. È curioso notare come in Italia si ometta la dicitura “lira” lasciando solo “sterlina”, mentre in Regno Unito è il contrario (di “pound sterling” rimane solo “pound” e non “sterling”). Il simbolo della sterlina, £, deriva dall’iniziale maiuscola corsiva del latino “Libra”. Bisogna fare attenzione a non confondersi con la libbra intesa come unità di peso, il cui simbolo è invece lb. Dal 1880 al 1914 il cambio della sterlina è stato regolato dal gold standard e prima dell’avvento del dollaro la valuta britannica ha assunto il ruolo di moneta di scambio principale nel mondo. La sterlina è stata un esempio di valuta con monetazione non decimale fino al 1971. Da quell’anno una sterlina è pari a 100 pence (plurale inglese di penny), mentre prima la base monetaria era rappresentata dal penny, di cui dodici costituivano lo scellino, ventesima parte della lira. Il penny aveva inoltre come sottomultipli l’half penny (mezzo penny) e il farthing (1/4 di penny). Altre monete che si alternarono nell’era della monetazione non decimale furono il grosso, introdotto da Edoardo I e pari a quattro pence, il nobile d’oro di Edoardo III, la sovrana in oro di Enrico VII, prima moneta con valore pari a una lira. Un altro multiplo del penny fu la corona (cinque scellini) introdotta da Enrico VIII. Oggi le banconote in sterline sono suddivise in tagli da 5, 10, 20 e 50 sterline; davanti c’è sempre l’immagine della Regina Elisabetta II Windsor, cambia il soggetto nel retro.