Il veliero Amerigo Vespucci

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L’Amerigo Vespucci è il più famoso veliero della Marina Militare italiana e ha la funzione di nave scuola per gli allievi ufficiali dell’Accademia Navale. Ha un dislocamento di 4.146 tonnellate e una lunghezza fuori tutto, compreso il bompresso, di 101 metri, una larghezza di 15,56 metri, un pescaggio di 7,3 metri. La superficie delle sue vele (ancora in tela olona, con cime tutte in materiale vegetale) è pari a 2.635 metri quadrati ed è dotato di un apparato motore (due gruppi diesel Fiat e 1 motore elettrico Marelli). La velocità massima è 10 nodi e l’equipaggio è composto da 16 ufficiali, 70 sottufficiali e 200 tra marinai e allievi. È stata varata nel 1931 ed è quindi in servizio da più di ottant’anni. L’Amerigo Vespucci è “l’erede” della nave scuola Flavio Gioia. Ha avuto una gemella, la Cristoforo Colombo, che dopo il trattato di pace di Parigi venne ceduta all’Unione Sovietica (insieme alla nave da battaglia Giulio Cesare, l’incrociatore Duca d’Aosta, i cacciatorpediniere Artigliere e Fuciliere, le torpediniere Ardimentoso, Animoso e Fortunale, e i sommergibili Nichelio e Marea) e ribattezzata Dunaj, per poi bruciare nelle acque sovietiche nel 1963. Il motto dell’Amerigo Vespucci, fedele al suo compito di formare i nuovi ufficiali, è «Non chi comincia ma quel che persevera». Con la Vespucci si effettuano crociere d’istruzione (ne sono state fatte già 71) in itinerari diversi, di cui uno circumnavigando il globo. Oggi la Vespucci è anche una nave “simbolo” dell’arte marinara italiana, partecipando spesso a manifestazioni e commemorazioni. Ogni manovra viene rigorosamente compiuta a mano e gli ordini vengono ancora impartiti dal comandante tramite il nostromo con il fischietto. Nel 2006 è stata riparata nell’Arsenale di La Spezia ed è stato del tutto sostituito l’albero di trinchetto.