Il vascello

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932 0 MODELLISMO   Imbarcazioni e navi   Velieri. Il vascello

Evoluzione del galeone, il vascello divenne nel diciassettesimo secolo la nave da guerra per eccellenza, con una potenza di fuoco elevatissima e una capacità di carico senza pari; fino alla comparsa delle navi corazzate a vapore, il vascello rimase l’arma principale delle marine militari europee, degli Stati Uniti, dell’impero ottomano. Il vascello rappresentò una grande novità nelle battaglie navali per le particolari strategie in cui veniva impiegato, prima fra tutte quella della “linea di fila”: con questa formazione e con questa tattica, tutti i vascelli venivano allineati l’uno dietro l’altro, la poppa (tradizionale punto debole) era protetta e le navi potevano dispiegare tutto il potenziale del loro armamento di cannoni sulle fiancate. Nella linea di fila le navi cominciarono a essere indicate secondo il loro potenziale bellico: prima, seconda e terza classe per i vascelli di battaglia, quarta classe per le corte, quinta classe per le unità destinate a trasmissioni ed esplorazione, sesta classe per le unità guardacoste. La vela e l’armamento sui vascelli raggiunsero con gli anni alti livelli di perfezionamento tecnico; ad esempio la doppia ordinata raddoppiava la robustezza strutturale dello scafo, e cominciarono ad essere impiegati nella costruzione altri legni rispetto al rovere, come il teak, l’abete (per pennoni, alberi e verghe), la quercia (per il fasciame, che veniva raddoppiato e poteva raggiungere uno spessore di 60 cm). Duemila piante di quercia erano necessarie per il fasciame di un vascello; per proteggere lo scafo dalla teredine si sistemava inoltre uno strato di tavole di olmo spesso un paio di centimetri. Inoltre a metà del diciottesimo secolo cominciarono a essere usate le lastre di rame per proteggere gli scafi; prima fu introdotto il timone a ruota al posto della barra di comando, mentre agli inizi dell’Ottocento la poppa da quadrata divenne rotonda.