Il nasturzio

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Il nasturzio è una pianta di origine peruviana, dalle molte proprietà anche curative. Già gli inca infatti usavano le sue parti, tutte edibili, come cicatrizzante e antidolorifico. Inoltre fiori e foglie svolgono, una volta nell’organismo, azione antibatterica e antinfiammatoria, favorendo l’irrorazione sanguigna. In Italia è particolarmente popolare il nasturzio nano, con bei fiori di colore arancione, giallo, rosso e rosa. Si tratta di una pianta non difficile da coltivare, basta annaffiarla con regolarità e esporla al sole con distanza di 30 cm tra un fiore e l’altro. L’altezza della pianta è di circa 30 centimetri e fiorisce da giugno a ottobre.La semina del nasturzio nano di solito avviene tra febbraio e marzo, non appena il terreno (che non dev’essere troppo ricco) è libero dalla neve e dal ghiaccio. Il nasturzio è piuttosto sensibile alle gelate, quindi la sua coltivazione, in Europa, è prevalentemente annuale (in Sudamerica invece è perenne). Il tipo più comune è il Tropaelum majus. Particolari nel nasturzio sono le foglie, con uno strato ceroso che impedisce l’assorbimento dell’acqua, che “rotola” letteralmente via dalle foglie in forma di grosse gocce (è il cosiddetto “effetto loto”).Il nasturzio è considerata un’ottima pianta “da orto” anche perché i suoi fiori e le sue foglie sono commestibili. Il sapore ricorda quello del crescione, mentre le foglie sono leggermente piccanti. Le parti della pianta sono molto ricche di vitamina C, mentre semi non maturi vengono a volte usati come surrogato del cappero. Le foglie possono essere mangiate saltate in padella, in frittate e omelette, sul burro o col formaggio fresco. Il nasturzio è perfetto come pianta a cespuglio, pendente, strisciante e anche rampicante. Spesso viene piantato in prossimità di cavoli, rose e alberi da frutto perché allontana parassiti dannosi per queste coltivazioni come la cavolaia e gli afidi.