Il motocross

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Il motocross, anche conosciuto colloquialmente come cross o MX, è una disciplina motociclistica da disputarsi in circuiti sterrati chiusi, in gare di solito articolate in una serie di qualifiche e due manche; l’americano supercross invece si disputa più che altro nei palazzetti con piste del tutto artificiali. A differenza delle gare di motociclismo classiche, nel motocross tutti i partecipanti partono dalla stessa linea. Quello che fa davvero la differenza, però, è il tipo di circuito, fatto per salti e acrobazie, con dossi (conosciuti come “whoops”), curve paraboliche, colline. Di solito nel motocross la gara è definita in base a un tempo fisso più un numero predeterminato di giri, in genere uno o due. Le moto usate per le gare individuali hanno una cilindrata che va dai 50 ai 550 centimetri cubi; oggi la competizione più popolare è quella con le 250, più veloci e maneggevoli. I motori possono essere a due o a quattro tempi; dopo un primo dominio dei quattro tempi prima degli anni Sessanta, negli anni 70, 80 e 90 c’è stato il lungo regno dei due tempi, poi si cominciò di nuovo a preferire i quattro tempi. Le competizioni tra due e quattro tempi erano possibili grazie al cosiddetto “moltiplicatore di cilindrata”. Una moto da cross, visti gli urti che deve sopportare, ha sospensioni con corsa molto lunga, che si possono regolare in base al terreno e alla pista. Si tratta anche di moto molto leggere, che non hanno tachimetro, luci, avviamento elettrico. Vista la difficoltà della disciplina è assolutamente indispensabile per il pilota un allenamento intenso: sollecitazioni non soltanto su polsi, spalle e ginocchia ma anche sul sistema cardiovascolare lo rendono adatto solo a chi ha una perfetta condizione fisica e mentale. Dal motocross sono derivati freestyle, supercross, supermotard e pit-bike, da corrersi con le minimoto.