I “sassi viventi”

269
1665 0 i_sassi_viventi

Vengono chiamate “sassi viventi” quelle piante grasse che ricordano molto da vicino una roccia e invece possono presentare uno splendido fiore che tradisce la loro natura vegetale. Non è inusuale imbattersi in composizioni che presentano un numero notevole di questi falsi “sassi” e appaiono praticamente indistinguibili da un vaso pieno di rocce per poi dare vita a uno spettacolo straordinario. Esistono molte specie che vengono fatte rientrare nei “sassi viventi”, ma le più comuni sono le Lithops, e, manco a dirlo, sono originarie dei deserti dell’Africa meridionale. La loro forma caratteristica è quella di due grosse foglie molto carnose opposte, a forma di cono rovesciato. Il loro inusuale aspetto le protegge dagli animali affamati; in più, le due grosse foglie fungono da serbatoi d’acqua, indispensabili per sopravvivere nelle condizioni proibitive in cui crescono le Lithops. Si tratta infatti di zone così secche che cadono solo pochi centimetri di acqua all’anno ed è quindi vitale conservare ogni singola, preziosa goccia. Al centro, durante la fioritura, la Lithops mostra un bel fiore bianco o giallo che dura circa una settimana, non di più per non sprecare inutilmente preziose risorse. Le Lithops sono piante grandi pochi centimetri e di forma rotondeggiante. Non sono piante difficili da coltivare, soprattutto se ci si trova in una zona calda e secca. Non c’è praticamente limite per le temperature massime, ma le minime non dovrebbero mai scendere sotto i 5° gradi. Hanno bisogno di sole, almeno 4-5 ore al giorno ma evitando i periodi più caldi durante l’estate. Particolare attenzione va tenuta per le annaffiature; bisogna cominciare a ridurle in tarda primavera, quando la Lithops va in riposo vegetativo, sospenderle di fatto durante l’estate e ricominciare una volta che la pianta ha sfiorito, verso agosto-settembre, per poi poi tornare a sospenderle da fine settembre per tutto l’autunno e l’inverno e ricominciare all’inizio della primavera.