Floriterapia: cosa sono e a cosa servono i Fiori Australiani

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Quando si parla di floriterapia e medicina naturale, i Fiori di Bach sono senza dubbio l’esempio più noto, ma avete mai sentito parlare dei Fiori Australiani?
Da millenni gli aborigeni australiani sfruttano le proprietà curative di determinate essenze arboricole e floreali spontanee per curare numerose malattie e ristabilire l’equilibrio interiore. Le popolazioni aborigene, infatti, erano solite mangiare alcuni fiori commestibili per assorbirne direttamente la potenza.

La floriterapia moderna ricorre a tinture ed estratti che si ritiene favoriscano la crescita emotiva e spirituale dell’individuo veicolando serenità e forza interiore.
Ma cosa si intende di preciso per Fiori Australiani?
Alla categoria dei fiori australiani appartengono un particolare gruppo di fiori selvatici che crescono in maniera spontanea nei campi e nelle praterie dell’entroterra australiano.

Le essenze ricavate dai fiori australiani sono utilizzate per curare le malattie fisiche che altro non sono che manifestazioni esteriori di un profondo squilibrio emotivo. In particolare gli estratti del Bush australiano si rivelano molto utili nel trattamento di gravi stati di prostazione psico-fisica in quanto – secondo la filosofia New Age a cui si ispirano tutte le medicine naturali – aiutano a ritrovare il proprio equilibrio interiore e a preservarlo con l’interpretazione positiva delle proprie emozioni. L’obiettivo finale è quello di trasformare paure e insicurezze in sentimenti opposti come coraggio e fiducia in se stessi.

Attualmente si conoscono circa 70 essenze ricavabili dai fiori australiani che possono essere applicate per il trattamento di una vasta tipologia di malattie. Le essenze possono essere combinate tra loro, ma non è possibile utilizzare più di sette essenze contemporaneamente. In linea di massima, comunque, le miscele a base di Fiori Australiani contengono non più di 4 – 5 essenze.
Trattandosi di medicine naturali possono essere somministrate senza rischi anche ai più piccoli e agli animali, ma occorre seguire attentamente le istruzioni relative a modi e tempi di somministrazione fornite dal floroterapeuta. Solitamente si possono assumere fino ad un massimo di sette gocce di miscela (direttamente sulla lingua) due volte al giorno, salvo diverse indicazioni.