Dollaro statunitense

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Il simbolo del dollaro è uno dei più conosciuti in tutto il mondo, sinonimo stesso di “denaro” nell’immaginario collettivo. Ci si può chiedere, però, per cosa stia quella «$» barrata. Molto probabilmente, visto che il dollaro americano discende dal peso ispano-americano (noto anche come “spanish dollar” nell’America settentrionale britannica) e venne scelto come valuta degli Stati Uniti nel 1785, riprende il simbolo dello stemma spagnolo. Quest’ultimo infatti si riferisce alle due colonne d’Ercole ed al motto “Non Plus Ultra”. Infine tale stemma (visibile soprattutto nella prima moneta coloniale spagnola, il «pezzo da otto») presenta, oltre alle due colonne, anche un nastro a forma di S con intorno il motto. Il dollaro nacque quindi come moneta degli stati uniti il 6 luglio del 1785, data che rappresentò anche la prima volta in cui una nazione adottava un sistema decimale per la valuta. Fino al 1791 il suo valore fu legato a quello dell’argento o dell’oro, o ancora a una combinazione tra i due. Il sistema veniva chiamato “bimetallismo”, ma l’importanza dell’argento andò scemando via via con gli anni fino a quando venne adottato il “gold standard”, che sopravvisse fino al 1971 (oggi, come per la stragrande maggioranza delle nazioni, le monete o le banconote dei dollari non hanno alcun valore intrinseco).Oggi le monete del dollaro statunitense sono in circolazione nei tagli da 1 centesimo (il penny o cent), 5 centesimi (il “nichelino”), i 25 centesimi o quarto di dollaro, i 50 centesimi o mezzo dollaro e il dollaro. Per quanto riguarda invece le banconote, che misurano tutte 156 millimetri per 66, la nuova serie prevede il dollaro (con George Washington), i due dollari (con Thomas Jefferson), i 5 dollari (con Abramo Lincoln), i 10 dollari (con Alexander Hamilton), i 20 dollari (con Andrew Jackson), i 50 dollari (con Ulysses Grant) e i 100 dollari con Benjamin Franklin.