Collezioni di interi postali, ecco come fare

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Le collezioni di interi postali possono essere allestite in diversi modi, ma seguendo alcuni accorgimenti è possibile far sì che l’effetto sia particolarmente funzionale per questa specifica branca della filatelia. In genere una collezione di interi postali deve essere preceduta da un foglio con lo schema che verrà seguito all’interno della collezione stessa, denominato “piano”. Qui è possibile, anzi consigliabile, fare qualche considerazione a proposito dei principi che seguirà la raccolta: il momento storico degli interi raccolti, l’obiettivo unitario che si propone la collezione e così via, con poi un indice che divide correttamente in sezioni il resto.Si usano di norma fogli bianchi, con un formato standard, inseriti in tasche di plastica per evitare che gli esemplari siano a contatto sull’esterno. Un tempo si privilegiano i classici “angolini” delle fotografie per applicare i pezzi, oggi di solito si avvolgono con carta lucida trasparente e si incollano in vari modi sul foglio. Attenzione perché se si vuole partecipare a un’esposizione a concorso con la propria collezione di interi è bene tenere a mente che a ogni partecipante non sono concessi più di 120 fogli, e anche meno a seconda della tipologia di partecipante. A differenza delle comuni raccolte di francobolli, quelle di interi postali riguardano esemplari molto più voluminosi, tanto che ogni foglio di rado riesce a raccogliere più di due esemplari. Non esiste quindi l’elasticità di presentazione delle raccolte di francobolli comuni, visto che le modalità qui sono praticamente obbligate; il rischio è che una collezione di interi risulti, dopo qualche foglio, in qualche modo “noiosa” ed è una buona strategia per tenere vivo l’interesse alternare anche fogli con un esemplare solo, particolarmente interessante per la sua bellezza, il suo valore, il suo pregio, se possibile anche con una nota descrittiva più ricca del solito.