L’interofilia

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Con “interofilia” si intende quel tipo di collezionismo simile alla filatelia ma che non riguarda i francobolli bensì gli interi postali, ovvero gli oggetti che recano un francobollo, o un simbolo, o una dicitura prestampati a indicare che è stato pagato uno specifico valore facciale e che sono autorizzati ufficialmente. Più precisamente, l’Unione Filatelisti Interofili ha creato la seguente definizione: «L’intero postale è una carta-valore emessa da un’amministrazione postale sotto forma di oggetto di corrispondenza o di modulo avente valore di anticipazione, totale o parziale, della tassa richiesta per usufruire di un servizio svolto dalle poste. Tale valore di anticipazione viene, ma non sempre, espresso con l’impronta di un francobollo stampato direttamente sull’oggetto». Gli interi postali, come si può facilmente intuire, sono quindi di tantissimi tipi: cartoline postali, biglietti postali, aerogrammi, buste postali, bollettini per pacchi, cartoline-vaglia ma anche carte telefoniche, certificati d’impostazione, ricevute telegrafiche e così via. Non sono invece interi postali i moduli di servizio usati dagli Enti di Stato che sono di produzione privata. Una collezione di interi postali deve essere un insieme logico e coerente di queste Carte-Valori, scelte per rappresentare un tema o una particolare categoria di interi (ad esempio tutte le emissioni di uno Stato, le emissioni di un’area geografica particolare, le emissioni di una classe specifica d’interi, le emissioni di un particolare uso o servizio postali, emissioni distinte per la forma dell’intero). Tra le tipologie di collezioni di interi postali più comuni ci sono gli esemplari emessi da una particolare Amministrazione Postale in un periodo di tempo ben delimitato per non estendere troppo il campo (ad esempio i vari Re d’Italia), con specializzazioni ulteriori per gruppi di paesi, tipologie di servizi o di utenza o ancora particolari tipologie specifiche di interi.