Collezionare locandine dei film rende?

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La collezione di locandine dei film è spesso una di quelle più apprezzate esteticamente: molti dei manifesti usati per promuovere una pellicola, soprattutto del passato, possono essere considerate alla stregua di autentiche opere d’arte e opportunamente incorniciate abbellire la casa di un cinefilo (anche se, quando cominciano a essere tante, è per forza necessario un apposito raccoglitore). Si tratta di pezzi che portano con sé una ricca storia e possono parlare delle epoche d’oro del cinema hollywoodiano, dei cinema d’autore europeo o asiatico, delle grandi prove d’attore…Pochi non si ricordano il vortice creato da Saul Bass per Vertigo di Hitchcok, il soldato colpito e con le braccia al cielo in Platoon, il sensuale abbraccio di Clark Gable e Vivien Leigh in Via col vento. O ancora il raggio di luce che dalla finestra illumina il prete de L’esorcista: insomma, un intero mondo concentrato in un rettangolo di 27×40 o 41 pollici (la classica “locandina grande”). Ma, per essere un po’ più prosaici, collezionare locandine di film rende? Eccome, se si è in grado di mettere le mani su pezzi veramente rari. Una locandina del Dracula con Bela Lugosi, del 1931, è stata venduta per 143mila dollari, e il motivo è presto spiegato: ne esistono soltanto quattro al mondo. Fra i prezzi più richiesti da anni ci sono quelli dei film con Audrey Hepburn: si calcola che una locandina originale di Colazione da Tiffany possa essere venduta a qualche migliaio di euro, un guadagno notevole considerando che non più di una ventina di anni fa si acquistavano per poche decine di migliaia di lire.Attenzione però a saper riconoscere i poster originali e a non spendere denaro per imitazioni quasi indistinguibili: ci vuole occhio per conoscere il grado di ingiallimento che dovrebbe avere la carta dopo un certo numero di anni e le peculiarità di produzione di un determinato periodo.