Carte fotografiche

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Quando si stampa una fotografia a getto di inchiostro non conta solo la qualità del colore: anche quella della carta può fare la differenza. In generale le stampanti a getto d’inchiostro termico, ovvero quelle in cui l’inchiostro colorante viene trasferito da un nastro a tre o quattro colori direttamente sulla carta, hanno bisogno di carte fotografiche speciali, adatte alle alte temperature (deve essere specificato sulla confezione che si tratta di carta fotografica per stampanti termiche), mentre le cartucce Solid Ink, ovvero mattoncini di colore in formato solido che in fase di stampa vengono fusi allo stato liquido, durano di più e possono essere usate anche con tipologie di carte normali (ma le stampanti che le supportano hanno un costo più alto).Possiamo dividere le carte fotografiche in due tipologie. La carta glossy è quella lucida, la più utilizzata per le stampanti fotografiche, perché esalta i colori rendendoli più brillanti e definiti. Le matte o satin invece sono carte più opache, utilizzate per stampare foto da effetti particolarmente morbidi, come il bianco e nero, oppure per nascondere i difetti dell’immagine.Quando si acquista una carta fotografica bisogna tener conto della grammatura, ovvero la consistenza del foglio di carta, che parte da circa 160 grammi al metro quadro. Se si desidera invece una stampa di alta qualità, come quelle fornite dai fotografi professionisti, bisogna scegliere una grammatura superiore, circa  230-280 grammi per metro quadro. Altro elemento da tenere presente nell’acquisto della carta è la risoluzione, ovvero il parametro che permette di stabilire la nitidezza e il grado di dettaglio della foto da stampare. Infine va considerata la resistenza allo scolorimento della carta per evitare che le foto si deteriorino con il tempo: quella lucida ad esempio è molto più delicata e meno longeva,  dato che è molto sensibile alla luce e agli agenti inquinanti (il colore è trattenuto solo dalla patina lucida superiore).