Arazzi e la loro storia

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Gli arazzi sono vere e proprie opere tessili, prodotti artigianali ma anche  opere artistiche; sono normalmente utilizzati per rivestire delle pareti. L’ordito rimane sempre nascosto nella parte posteriore, mentre i disegni si presentano molto dettagliati, simili ad un quadro. Il nome arazzo proviene dalla città di Arras, famosa nel Medioevo per la produzione di queste opere. Il disegno di base veniva effettuato da un pittore per poi essere riportato sull’arazzo da un abile artigiano.Nel Medioevo venivano utilizzati per ricoprire le pareti dei castelli come decorazione, ma anche per proteggere dal freddo ed isolare termicamente le stanze. In caso di spostamenti, potevano essere arrotolati per portarli alla nuova destinazione. Ma gli arazzi non sono nati nell’epoca medioevale. Erano già utilizzati nell’antico Egitto, in Grecia e addirittura in Giappone e in America prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo.Tuttavia, la grande produzione degli arazzi fu nel Rinascimento. Verso la fine del Settecento la produzione divenne più industriale, ma non durò a lungo, poiché la forte crisi europea obbligò moltissime fabbriche di arazzi a chiudere. Attualmente ci sono alcuni laboratori che si dedicano a una ristretta produzione artistica e restauro di arazzi antichi.In passato, per l’ordito, si utilizzavano il lino e la lana, mentre attualmente si tende ad usare il cotone ritorto. Per la trama, invece, si usano principalmente la lana e la seta. Creare un arazzo è un lavoro estremamente complesso a cui partecipano più persone specializzate in diversi settori. Il disegno viene effettuato da un pittore. Poi i tessitori preparano l’ordito, scelgono i colori più adatti, preparano le bobine e le le navettine divise per famiglie di colori ed effettuano la tessitura. Il loro lavoro si conclude con la spazzolatura, per eliminare i residui dei fili. Infine le cucitrici si dedicano alla rifinitura che chiudono le piccole fessure e cuciono gli stacchi. Il lavoro si conclude con la ripassatura che consiste in una stiratura dell’arazzo.