Gli arazzi

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L’arazzo è una grande rappresentazione tessile destinata a coprire le pareti, di origine antichissima anche se fu con il Medioevo che si poté assistere alla loro proliferazione. Nelle fredde sale dei castelli in pietra dell’Alto Medioevo, infatti, gli arazzi non svolgevano soltanto una funzione decorativa ma servivano anche a portare isolamento termico nelle stagioni più fredde. Inoltre erano molto più pratici di pannelli, trittici o altre forme d’arte dell’epoca per il trasporto; malgrado il peso tutt’altro che irrilevante, era comunque sufficiente arrotolarli su sé stessi per poterli trasportare da un luogo all’altro senza difficoltà. La conservazione degli arazzi è un problema legato alla natura delle fibre che sono state utilizzate per il tessuto (lana, cotone, lino e così via); inoltre, i disegni erano spesso molto complessi, con una grande quantità di dettagli resi vivi spesso da un ordito di fili molto sottili. Le Fiandre e la Francia furono il luogo d’elezione dell’arazzo, tanto che la stessa parola deriva da “Arras”, uno dei centri più importanti per questa forma d’artigianato. Altre città cruciali furono Parigi, Aubusson, Tournai, Bruxelles, Audenarde, Geraardsbergen, (Grammont), Enghien, Beauvais. Per realizzare un arazzo ci si basa su un “cartone” preparatorio, e spesso grandissimi artisti ne erano gli autori: tra questi anche Raffaello, Rubens, Goya, e in età più recente Picasso e Mirò. I soggetti degli arazzi sono molto vari, da quelli sacri per le chiese a quelli celebrativi e naturalistici (come cacce o scene pastorale) per i castelli e i palazzi. Esistono vari telai costruiti per produrre arazzi, divisi tra quelli ad alto liccio e quelli a basso liccio. Completano l’equipaggiamento il cartone, le navettine, i brocci, il pettinino, il pettine, lo specchio con manico per controllare la buona riuscita del lavoro, le forbici, un arcolaio o bobinatrice.