Abbigliamento da skateboard

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Soprattutto a partire dagli anni Ottanta, lo skateboard è spesso stato considerato come un’estensione di quello stile “urbano” tipico delle metropoli americane. Uno streetwear sufficientemente comodo, insomma, per eseguire i tricks, che ha fatto scuola ma che difficilmente i veri skater amano vedere in qualche modo “scimmiottato”. Vestirsi da skateboard senza essere uno skater è infatti considerato un gesto da poser, che tra l’altro va contro lo spirito della stessa disciplina perché il “look” è nato proprio da una sorta di noncuranza verso di esso: eppure molte marche celebri lo sono diventate anche grazie alla vicinanza con questo sport, come le scarpe Vans e tante altre. Per prima cosa, l’abbigliamento da skater deve essere resistente, soprattutto per i pantaloni, rigorosamente in tessuto jeans: infatti, tra torsioni, strappi, macchie di sangue, strisciate e perdite di colore sarebbe inutile indossare un capo che si teme in qualche modo di rovinare. Meglio anche che i pantaloni siano larghi perché sotto ci si devono mettere le ginocchiere, ma non troppo altrimenti impedirebbero i movimenti. Fondamentali le scarpe, con suola piatta e parte in gomma molto alta per avere il miglior grip possibile; sarebbe meglio scegliere scarpe costruite apposta per lo skateboard, ad esempio con cuciture rinforzate. Completano l’equipaggiamento da skate un casco (non basta il semplice cappellino), una scorta di cuscinetti e ruote nelle dimensioni e durezze preferite (per il vert ci vogliono ruote più larghe ma che girano più veloci, per lo street skateboarding si ricorre a ruote più piccole e più leggere, infine per quello “da passeggio” si privilegiano ruote molto morbide e larghe), il griptape, gli immancabili adesivi e stickers con cui decorare la tavola. Ovviamente, attenzione anche a montare i giusti truck sulla tavola, perché proprio da essi dipende la riuscita di molte evoluzioni.