La storia della Ducati: dalle origini fino al controllo statale

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Di gran lunga una delle case motociclistiche italiane più importanti e gloriose, la Ducati nasce nel 1926 a Bologna con il nome di Società Scientifica Radio Brevetti Ducati. Il suo primo ambito d’azienda è la ricerca e la produzione di tecnologie dedicate alla trasmissione radio, visto che il figlio del fondatore Antonio Cavalieri Ducati, Adriano, era un autentico genio delle trasmissioni radiofoniche, capace di realizzare il primo collegamento stabile tra l’Italia e gli Stati Uniti e il primo simultaneo tra i vari continenti. Col passare del tempo, la produzione si ampliò, arrivando anche a comprendere, oltre agli apparecchi radio, alle antenne e agli accessori relativi, rasoi elettrici, proiettori cinematografici, macchine fotografiche. Fu solo dopo la seconda guerra mondiale, a vent’anni dalla fondazione dell’azienda, che su richiesta dell’IRI venne creato alla Ducati un reparto motociclistico. Il primo motore prodotto dalla Ducati, su licenza, fu il “Cucciolo”: un motore monocilindrico da 48 cavalli che veniva usato come propulsore ausiliari per biciclette. Fu un autentico successo, tanto che il motore venne prodotto in nuove versioni più prestazionali e applicato a un telaio progettato dalla Caproni. Questo bicimotore venne venduto in addirittura 250.000 unità. Pochi anni dopo i fratelli Ducati cedettero l’azienda allo Stato; Adriano, emigrato negli Stati Uniti, lavorò per la NASA.Nel 1954 la Ducati veniva scissa in due parti, Ducati Meccanica, ormai dedicata unicamente alla produzione di motoveicoli, e Ducati Elettrotecnica, che seguiva invece i progetti originari dell’azienda. Ma quello fu soprattutto l’anno in cui venne assunto Fabio Taglioni, destinato a diventare uno dei più straordinari progettisti e ingegneri nel mondo del motociclismo. Appena arrivato in azienda progetta un motore monocilindrico da 100 centimetri cubi che permette alle Ducati Sport di vincere il motogiro d’Italia e la Milano-Taranto del 1955, 1956 e 1957. Nel 1975, la Ducati passò definitivamente sotto il controllo dello Stato, che la cedette alla VM Motori.