Le minimoto

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Si chiamano minimoto quei modelli di moto che misurano circa un metro di lunghezza e poco più di mezzo metro di altezza, per un peso che si aggira intorno ai venti chilogrammi. Si tratta di mezzi che possono essere usati solo in aree non pubbliche perché sprovvisti di permesso di circolazione, ma sono molto popolari tra gli appassionati sia di moto che di modellismo perché permettono di raggiungere velocità notevoli (anche 100 chilometri all’ora) e di cimentarsi in competizioni mozzafiato. I motori delle minimoto possono essere dei due tempi da 39 o 50 centimetri cubi o, meno comuni, quattro tempi da 90 centimetri cubi. La grande discriminante nelle minimoto è il tipo di raffreddamento, che può essere ad aria (limita la potenza ed è usato nelle competizioni per juniores) oppure a liquido. I gruppi termici sviluppano diverse potenze a seconda della loro provenienza: quelli cinesi possono arrivare a 2-3 cavalli nel raffreddamento ad aria e a 11 per il raffreddamento a liquido, mentre gli italiani sviluppano potenze da 6-7 cavalli nel raffreddamento ad aria e fino anche a 18 nelle competizioni più importanti e per le minimoto più robuste col raffreddamento a liquido.Diverse dalle minimoto sono le pit bike, nate una decina di anni fa negli Stati Uniti come piccole moto destinate ai piloti per spostamenti nella pit lane e che col tempo hanno sviluppato campionati a sé: si tratta di mezzi con motori a quattro tempi di derivazione asiatica che arrivano anche ai 125 centimetri cubi di cilindrata, sono dotati di cambio automatico o cambio manuale a quattro rapporti e sono molto maneggevoli e affidabili. Alcuni modelli della categoria pit bike, a differenza delle altre minimoto, possono anche essere omologati per l’uso su strada, com’è capitato in Germania e poi, più di recente, anche in Italia.