Volcano boarding e l´ultima frontiera della tavola

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Dal 2008, la terra dei laghi e dei vulcani è meta di intrepidi sportivi, desiderosi di sperimentare questo nuovo utilizzo della tavola.La meta principale di queste spedizioni è il vulcano Cerro Negro (letteralmente “collina nera”) nella parte occidentale del Paese.Alto 728 metri, il vulcano si è svegliato nel 1850 e da allora è rimasto attivo, con frequenti eruzioni in cui colonne di cenere nera inghiottono i vicini villaggi di León e Chinandega e spettacolari tempeste di fulmini si scatenano tra gli spruzzi di lava incandescente.Si passa così dalle rigide temperature e dalle candide piste delle Alpi al clima tropicale niguaraguese e all?inquietante sabbia lavica del Cerro Negro, a ricordarci come il vulcano sia tutt?altro che spento.Ma in cosa consiste questo sport estremo?Innanzitutto i ?vulcanoboardisti? si preparano indossando ginocchiere, caschetti, occhiali di protezione e delle tutone arancioni (in stile carcerato statunitense); sono così pronti per affrontare una salita impegnativa su una superficie brulla che non offre appigli e respirando aria solforosa.Una volta arrivati in cima, una sosta vicino al cratere è d?obbligo sia per riprendere il fiato, sia per godersi la vista mozzafiato.Recuperate le forze, arriva finalmente il momento di salire su una speciale tavola di compensato, rinforzata con del metallo e del materiale plastico.E l?avventura ha inizio: ci si lancia lungo il ripido pendio, con i sassolini che saltano da tutte le parti e la polvere che annerisce i volti, raggiungendo una velocità che può toccare gli 80 km/h.Si tratta di uno sport molto difficile da padroneggiare: le cadute sono frequenti e qualche escoriazione è inevitabile.Tuttavia chi ha fatto questa esperienza, raramente si è limitato a una sola discesa. Forse il brivido di trovarsi su un vulcano che potrebbe risvegliarsi in qualsiasi momento è troppo inebriante per resistergli?Di Eleonora Festari