Riconoscere le parti di una chiave

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Se volete cimentarvi con l’acquisto di chiavi antiche e collezionarle, è di fondamentale importanza conoscere i nomi delle varie parti di cui è composta una qualsiasi chiave. Le parti della chiave sono sei: l’impugnatura, anello o testa, la base, capitello o ghiera, l’asta, quindi canna e fusto, il pettine, ingegno o castello, il fronte ed eventuali intagli o pertugi. Con il termine mappa si definisce invece il disegno, che in certi casi può essere davvero complesso, che risulta dagli intagli del pettine. Le chiavi sono tutte diverse tra loro, sono manufatti unici e sempre originali, poiché venivano forgiate a mano. Le tecniche di lavorazione e gli attrezzi utilizzati dal fabbro per la forgiatura sono stati sostanzialmente quelli tradizionali per molti secoli; per questa ragione, se una chiave non è caratterizzata da un particolare stile artistico o da incisioni, è molto difficile identificarne il secolo di realizzazione. Era abbastanza comune inoltre che le chiavi venissero realizzate simili a quelle di epoche immediatamente precedenti, secondo la sensibilità artistica tipica del territorio.Sono esistiti in passato artigiani particolarmente abili, dotati di una particolare sensibilità che hanno realizzato delle piccole opere d’arte, ma la maggior parte delle chiavi aveva un fine pratico. Le chiavi erano considerate come oggi oggetti di uso comune, impiegate da tutti e per questa ragione veniva riservata maggiore attenzione alla loro funzionalità e sicurezza, che alla loro bellezza estetica. Le parti più interessanti da osservare quando si analizza una chiave antica sono sempre il pettine e la relativa mappa, spesso indice di grande abilità ed ingegno dell’artigiano, oppure la testa che in determinate epoche ha avuto un grande risalto ed è stata traforata, decorata o incisa.