Quando andare dal veterinario

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Quando i nostri animali domestici avvertono sofferenza o malessere, il primo istinto è quello di recarci dal veterinario, e in genere è sempre meglio una visita in più che una visita in meno. Teniamo sempre presente che gli animali non sono in grado di esprimere la causa delle loro sofferenze e quindi rischiamo di sottovalutare qualcosa che invece potrebbe rivelarsi molto grave. Viceversa, un continuo ricorso al veterinario anche quando obiettivamente non è il caso potrebbe portare stress all’animale, negativo, a lungo andare, alla sua stessa salute. Di sicuro è bene precipitarsi dal veterinario tutte le volte in cui abbiamo assistito alla probabile causa del suo problema, ad esempio per un animale ferito in un incidente o che abbia appena ingerito qualcosa di pericoloso o nocivo. Negli altri casi, è fondamentale conoscere i modi con cui gli animali comunicano il loro stato e ci segnalano che qualcosa non va. Ad esempio i cani mostrano quasi sempre un repentino cambiamento d’umore, restando mogi in un angolo oppure diventando improvvisamente agitati senza motivo. Anche l’aggressività è un campanello d’allarme, soprattutto se legata a un determinato movimento o posizione. A questo punto bisogna chiamare il veterinario, seguendo accuratamente le sue istruzioni e evitando di dargli cibo, acqua o medicinali che non siano stati espressamente consigliati dal veterinario durante la conversazione. Il gatto invece di solito si nasconde o si mostra aggressivo, soprattutto se disturbato. Come per il cane, anche l’inappetenza è il segnale di qualche malessere, ma per il gatto è ancora più grave perché il digiuno protratto può dare immediati problemi al fegato: anche qui, bisogna chiamare al più presto il veterinario. Segnali analoghi valgono anche per gli uccelli (immobilità, tremore, scarsa o assente propensione al volo) e i roditori o conigli (immobilità, digiuno, respiro irregolare, cambiamento repentino del comportamento).