Origini e storia della posta

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Lo studio della filatelia non può prescindere da quello della storia della posta, che anche da un punto di vista umano e sociologico assume grande importanza: studiare la posta significa infatti studiare l’evoluzione del bisogno degli uomini di scambiare informazioni a distanza. La posta fa il suo esordio già nel quarto millennio avanti Cristo in Cina: qui venivano infatti utilizzati messaggeri a cavallo per percorrere le strade dello sconfinato Paese portando prima semplici messaggi, poi anche la gazzetta ufficiale, che si chiamava “Ching Pao”. Il primo sistema postale organizzato è invece turco e le testimonianze (che risalgono al 2.000 avanti Cristo) arrivano da Kültepe. La posta fu molto importante anche in Egitto, dove il sistema divenne in breve complesso e usato da tutte le persone di cultura, non soltanto da faraoni e altri potenti. L’alleato del sistema postale egiziano fu naturalmente il Nilo, che era perfetto per la sua navigabilità per trasportare messaggi anche a grandissime distanze. Le “lettere” dell’epoca altro non erano che papiri che venivano scritti in demotico quando riguardavano comunicazioni di tipo commerciale. Ben presto l’importanza di un sistema postale ben funzionante (anche per le sue implicazioni militari piuttosto evidenti) fu considerata cruciale per uno Stato, tanto che furono gli stessi governanti a incoraggiare attivamente la sua creazione dove ancora non c’era: ad esempio Ciro II di Persia riuscì a fondare un sistema postale tanto avanzato (con le prime scuderie di sosta per permettere ai messaggeri di cambiare cavallo, come poi fu consuetudine per i secoli successivi) che colpì anche Senofonte per la sua efficienza. Il percorso viario persiano comprendeva infatti ben 111 stazioni, e i messaggeri erano in grado di coprire questa impressionante distanza in soli nove giorni, permettendo così comunicazioni da una parte all’altra del grande impero persiano.