Navicelle spaziali Apollo

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Le navicelle spaziali Apollo – divise in modulo di comando, modulo di servizio e modulo lunare, con in più il Launch Escape System di sicurezza – sono le più celebri in assoluto perché portarono l’uomo sulla Luna e poi di nuovo indietro, sano e salvo, sul nostro pianeta.Cuore dell’Apollo era il modulo di comando, dove risiedevano gli astronauti; qui si trovava la cabina dell’equipaggio pressurizzata, i sedili, i pannelli di controllo, i sistemi ottici ed elettronici per la guida e la navigazione, i sistemi di comunicazione eccetera. Era piuttosto piccolo come dimensioni, con un diametro inferiore ai quattro metri e una lunghezza di circa tre metri e mezzo.Il modulo di servizio conteneva invece le celle a combustibile, l’acqua, l’ossigeno, l’idrogeno, il propellente; era lungo sette metri e mezzo e con un diametro di 3,90 metri.Infine il modulo lunare, forse il più affascinante di tutti perché era quello che consentiva l’allunaggio e poi il ritorno nell’orbita lunare. Diviso a sua volta in due parti, modulo di ascesa e di discesa, poteva mantenere in vita due astronauti per quattro giorni. Il modulo lunare conteneva a sua volta una cabina per l’equipaggio, la strumentazione, il portellone laterale per la discesa, il portellone in cima per il docking, i vari sistemi di guida e navigazione.Alto sette metri, aveva una massa totale di circa 15/16 tonnellate. Ne sono stati costruiti in tutto quindici, di cui dieci hanno volato nello spazio e sei hanno raggiunto il suolo lunare.Nella missione Apollo 13, il LEM o modulo lunare ebbe la funzione di scialuppa di salvataggio per l’equipaggio, con l’impostazione di una traiettoria di ritorno che venne continuamente corretta con il motore di discesa del modulo lunare e portò i tre astronauti a salvarsi dopo il celebre “Houston, abbiamo un problema”.