L’automodellismo dinamico

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Se lo scopo dell’automodellismo statico è quello di creare repliche perfette di un’automobile, da esibire in una teca o sull’apposita base o comunque in esposizioni pensate a esemplari «immobili», l’automodellismo dinamico non si limita alla ricostruzione estetica ma si dedica soprattutto a dotare i modelli di un motore funzionante.Gli automodelli si distinguono fondamentalmente in due diversi tipi: gli automodelli elettrici, che si muovono tramite batterie e motori elettrici, e quelli a scoppio, che di solito hanno una scala meno ridotta (1/10 ma perfino 1/4) con veri e propri motori a combustibile: dalla miscela di olio e benzina a quella, usata per i micromotori, composta da olio lubrificante, metanolo e nitrometano.Gli automodelli elettrici sono spesso radiocomandati (e indicati con la sigla RC), ma possono anche essere telecomandati tramite rotaia elettrificata (le slot car, con scala 1/32). Le scale vanno di solito da 1/18 fino a 1/5, anche se ultimamente si è assistito alla comparsa di modelli molto piccoli. I modelli radiocomandati si suddividono anche per categorie, le principali sono fuoristrada 1/10 buggy, touring 1/10, prototipo 1/10, drift 1/10, prototipo 1/12 e touring 1/18.Gli automodelli a scoppio sono più complessi e gravitano di norma intorno alle scale 1/10 e 1/8, divise in due categorie: on road (1/10 touring, 1/8 pista, 1/8 rally game, a sua volta divisa in rally game pura e rally GT, con modelli dotati di trasmissione a cinghia) e off road (1/10 buggy, 1/8 buggy, 1/8 truggy e monster truck). Molto diversi dai «veri» modelli di automodellismo dinamico sono i giocattoli radiocomandati, che hanno una serie di limitazioni tale da destinarli soltanto all’uso ludico per i più piccoli (trazione solo posteriore, unica velocità, niente freni, prestazioni e componentistica molto inferiore, sterzata solo completa).