Il soft air

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Il soft air è un’attività a metà tra il gioco e lo sport outdoor, una sorta di simulazione tattica militare praticata con riproduzioni ad aria compressa di armi da fuoco che sparano pallini sferici. Chiave di questo hobby, che viene usato spesso anche per il team building in ambito aziendale grazie allo spirito di squadra indispensabile per vincere, è l'”autodenuncia” quando si viene colpiti, visto che non esiste modo per dimostrare che un colpo sia andato a segno. Le armi per soft air (o air soft, come viene più comunemente chiamato in inglese) possono funzionare a green gas, con l’elettricità e a molla. I pallini – con un diametro intorno ai sei millimetri – sono di materiale plastico, materiali inerti, materiali biodegradabili. Sono severamente vietati l’acciaio o il piombo. Gli oggetti dell’equipaggiamento sono di vario tipo, con occhiali di protezione, tuta mimetica, scarponi da montagna o anfibi, vari tipi di mimetizzazione aggiuntiva con teli mimetici, cappelli con fronde, binocolo, radio trasmittente, ginocchiere, gomitiere, un’arma di riserva con le stesse caratteristiche della prima, bussola, GPS, torcia con gelatina verde o rossa per segnalazioni, borraccia, visore notturno, eventuali ottiche di precisione, fumogeni, silenziatori e così via. Nel soft air esistono diverse specialità e tipologie di gioco: “capture the flag” o cattura la bandiera, dove l’obiettivo è recuperare una bandiera dal campo avversario e portarla al proprio campo, deathmatch, il cui scopo è eliminare tutta la squadra avversaria, liberazione di prigionieri, tutti contro tutti, difendi e distruggi. Esistono varie associazioni di soft air in Italia, riconosciuti dal CONI che l’ha ammesso nella sua lista degli sport dal 2013. Esistono numerosi campionati ed eventi internazionali che possono arrivare anche alle 48 ore di gioco, che spesso si distinguono per l’assoluto realismo e la precisione nella ricostruzione dei dettagli, perlopiù relativi all’epoca 1960-2000.