Il foxtrot

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Il foxtrot è uno dei tre balli da sala (insieme al tango e al valzer lento), di origine americana. Si esegue in coppia, in presa chiusa, con movimenti simultanei, seguendo la linea di ballo lungo l’esterno della pista. Viene insegnato in moltissime scuole nel mondo, sia ai bambini che agli adulti. Soni previste 15 figure ufficiali per l’esame di Maestro di Ballo e per le competizioni federali, mentre per esibizioni o per interpretazioni libere di spettacolo, il fox-trot comprende circa cinquanta figure.Trae le sue origini dal ragtime, la musica da ballo diffusa negli Stati Uniti nel 1800, e comincia a diffondersi all’inizio del XIX secolo negli Stati Uniti, giungendo in Inghilterra nel 1915. I passi del fox trot furono registrati dal maestro di ballo F. L. Clendenen, pubblicati nel libro “Dance Mad” del 1914, con la didascalia: “The Fox Trot, as danced by Mr. Fox” (ovvero “Il Fox Trot, come lo balla Mr. Fox”), riferendosi al ballerino Harry Fox, che girò diversi film muti.Oggi presenta due varianti, che sono state codificate verso la fine della Prima guerra mondiale: lo slow foxtrot e il quickstep. Lo “slow foxtrot” è la versione lenta del foxtrot, viene suonato attorno alle 28-30 battute al minuto ed è caratterizzato da passi lunghi, scorrevoli e armoniosi, che richiedono facilità di movimento e controllo, per dare al ballo un aspetto fluido e misuratamente delicato. Il cavaliere parte con col piede destro in posizione fronte linea da ballo. Il “quickstep” è una danza veloce, perché nasce nel periodo dei ritmi del jazz, suonata attorno alle 46-48 battute al minuto (dalla fine del Novecento sono aumentate a 50-51) e si differenzia dal vero e proprio foxtrot per la tecnica: l’uomo schiude spesso i suoi piedi e i passi sincopati sono regolari. Inoltre è nato dopo il genere madre, solo nel 1927 (ed è inglese).