Il catalogo degli erinnofili italiani

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Risale a circa una decina d’anni fa il primo Catalogo degli Erinnofili Italiani, la prima pubblicazione italica a parlare esclusivamente di questa branca meno conosciuta della filatelia, che si concentra sui bolli erinnofili. Il volume riguarda il collezionismo degli erinnofili commemorativi stampati tra l’Unità d’Italia e la fine della seconda guerra mondiale, con una presentazione sistematica fino a quel momento inedita e ben attenta a rimarcare le differenze tra questo tipo di collezione e quella più classica di francobolli “comuni”.Il catalogo è stato redatto dal presidente dell’Associazione Nazionale Collezionisti Erinnofili Eupremio Malorzo e ospita più di 1.500 illustrazioni a colori, nonché 6.000 etichette catalogate. Il periodo scelto per la trattazione non è casuale: l’erinnofilia, infatti (il nome deriva dal tedesco e significa “ricordo”, proprio perché si tratta di bolli commemorativi), ha avuto un grande successo dalla fine del diciannovesimo secolo fino ai primi tre decenni del ventesimo, prima di essere di fatto abbandonata da tutti tranne i collezionisti più fedeli. Solo oggi ci si riavvicina alla riscoperta di quella che è molto spesso definita una “collezione dimenticata” ma che può riservare molte soddisfazioni ai futuri appassionati che vi si avvicinino con curiosità e impegno.Il pezzo d’apertura del catalogo è uno dei più rari e celebri dell’erinnofilia, ovvero l’etichetta stampata nel 1860 per raccogliere fondi in aiuto alle operazioni militari di Giuseppe Garibaldi con i Mille in Sicilia e poi su per l’Italia. Interessante anche notare come a fronte di alcuni pezzi con valore di parecchie decine di euro ci sono centinaia di esemplari per i quali il prezzo è decisamente abbordabile, tanto che l’erinnofilia può essere un’eccellente soluzione per chi vuole avvicinarsi al mondo del collezionismo filatelico senza spendere troppo, e cominciando con una discreta raccolta per fiere e mercatini.