I fuoribordo

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Tipico di imbarcazioni che vanno dai 2 ai 12 metri di lunghezza, i motori marini fuoribordo (termine che per estensione è passato a indicare le stesse barche) di solito hanno un motore a scoppio a due o a quattro tempi, sia benzina che diesel, con potenze variabili da 2.2 cv a modelli che superano addirittura i 500 cavalli. I fuoribordo nelle imbarcazioni più grandi fungono da motore modulare, ne possono cioè essere montati più esemplari in serie, in modo da aumentare la potenza. L’origine del motore fuoribordo risale ai primi anni del XX secolo. I motoscafi possono essere fuoribordo, entrobordo, entro/fuoribordo e a idrogetto. Nei motoscafi con motore fuoribordo, quest’ultimo ha una configurazione di tipo verticale; il blocco propulsore è situato nella parte superiore ed è raccordato all’elica con un albero di trasmissione e un ingranaggio. Molta attenzione viene data alla “livrea” della calandra, il blocco unico che riunisce tutte le componenti superiori del motore e il cui colore richiama immediatamente la marca. I motori fuoribordo possono essere dotati di trim, un sistema elettroidraulico che permette di regolare l’assetto per i motori almeno da 40 cavalli. In questo modo si può ottenere l’assetto di navigazione ottimale se il peso distribuito sulla barca crea degli sbilanciamenti. I motoscafi con motore fuoribordo possono usarlo anche come timone. In Italia questi motori possono essere condotti fino a 40 cavalli senza patente. Attualmente il motore fuoribordo più potente del mondo è l’HP Outboard Engine da 557 cavalli, un gioiello dal costo astronomico (sui 70.000 dollari) e dalla linea molto aggressiva, rossa e nera. Questo motore è prodotto dalla Seven Marine, è realizzato in completamente in alluminio e deriva da un propulsore per auto con raffreddamento a circuito chiuso, coppa dell’olio originale e sistema di variazione integrale della fasatura sulla distribuzione.